Pregate per Cuba

Pregate per i funzionari governativi che si oppongono al Vangelo, affinché permettano ai credenti di condividerlo liberamente.

CONOSCERE CUBA:
Categoria: limitazione religiosa
Descrizione: Negli anni passati, gli “spiriti rivoluzionari” in declino si sono rianimati. Molti si sono nuovamente impegnati con ideologie nazionaliste e comuniste degli anni ’50. I Cubani rimangono poveri con un Governo che si intromette in ogni aspetto della loro vita.
Maggioranza religiosa: La maggior parte dei Cubani è atea, anche se un numero significante di Afro-cubani pratica la Santeria.
Persecutori: Il Governo perseguita sistematicamente i cristiani.

Cosa significa essere cristiani a Cuba: A causa della preoccupazione per la propria reputazione internazionale il Governo cubano ha dovuto cambiare le tattiche di persecuzione sui Cristiani. I leader cristiani vengono spesso “convocati” per incontri con i funzionari governativi, o imprigionati per 48 ore per far loro pressione. Le chiese sono demolite da bande assoldate, così il Governo può negare ogni responsabilità. Le chiese sono edifici sotto sequestro, e nel Paese non ne hanno più costruite di nuove dopo la Rivoluzione. Molti credenti si incontrano in chiese clandestine non autorizzate, spesso estensioni dell’abitazione del Pastore o strutture nascoste nel cortile sul retro. La chiesa continua a crescere grazie all’evangelismo attivo, ma secondo una stima delle autorità oltre un milione dei credenti non ha mai posseduto una Bibbia. Anche se il governo di Cuba nega di imprigionare cristiani per la propria fede, molti sono così strettamente sorvegliati da essere effettivamente prigionieri in casa propria. Inoltre, ai cristiani sono spesso negati posti di lavoro e opportunità educative.
Accesso alla Bibbia: L’accesso alla Bibbia è limitato. Due anni fa, Cuba ha permesso la compravendita legale di Bibbie solo ai membri dell’organizzazione ecumenica della chiesa protestante. Sull’isola non ci sono librerie cristiane. Le Bibbie possono costare fino a un terzo dello stipendio mensile di un lavoratore, perciò la maggior parte della gente non se le può permettere. Anche la loro distribuzione è fortemente ostacolata.
Il lavoro della MCP: La MCP distribuisce Bibbie e sostiene i programmi per i giovani e l’evangelismo.

Laos: restare saldi in Dio a Natale

La settimana prima di Natale, una Chiesa locale in un piccolo villaggio del Laos stava conducendo un culto natalizio quando è giunta sul posto la polizia.
La polizia affermava che la chiesa non avesse i necessari permessi burocratici e che dovessero interrompere il culto immediatamente. Questo fatto stupì molto i responsabili della chiesa dal momento che avevano chiesto i permessi alle autorità locali ben due settimane prima del culto.
I responsabili di chiesa si trovavano davanti a un dilemma: fermare il culto fino a che la situazione si fosse chiarita o continuare rischiando la persecuzione da parte della polizia? Hanno scelto di restare saldi in Dio.
Quando la polizia è stata informata della decisione dei responsabili di chiesa, immediatamente hanno arrestato cinque leader e li hanno portati in prigione, dove sono ancora detenuti oggi. Altri leader di chiesa locali stanno cercando di negoziare con le autorità locali per il loro rilascio. Ormai sono in molti a pensare che il governo centrale del Laos stia istruendo il Ministero dell’Interno e le autorità locali sulle strategie da utilizzare per fermare il movimento cristiano in questi distretti.
Fonte: contatti locali della Missione Internazionale per la Chiesa Perseguitata

Preghiamo per i cinque responsabili di chiesa che sono attualmente in prigione, che il Signore possa dare loro coraggio e forza durante questo periodo
Preghiamo per la chiesa, che la loro fede nel Signore possa essere accresciuta e amplificata durante questi tempi difficili di tempesta
Preghiamo per il Laos e i suoi credenti, che Dio possa dare loro pace e saggezza durante le prove e le persecuzioni

Uganda: il frutto del persecutore

Il piano era semplice, e lui l’aveva messo in pratica diverse altre volte in precedenza. Hassan radunava gruppi violenti di musulmani per disturbare e disperdere con pietre e bastoni i cristiani durante i loro incontri. Ma quel giorno il piano di Hassan non corrispondeva al piano di Dio. Mentre si stava avvicinando minaccioso verso il gruppo di cristiani, improvvisamente sentì la necessità di pregare. Cercò di avvicinare alcuni credenti, ma tutti fuggivano temendo una trappola. Infine un pastore pregò insieme a lui e Hassan accettò Cristo. Per tre mesi Hassan visse insieme al pastore e crebbe nelle vie del Signore. Quando tornò a casa, la sua casa era stata bruciata e la sua famiglia era scomparsa. Dopo aver appreso della sua conversione a Cristo, nel villaggio avevano organizzato un funerale simbolico per lui, considerandolo morto. Hassan cominciò a viaggiare in Uganda orientale per condividere il Vangelo con i musulmani. Mentre osservava i musulmani che si rivolgevano a Cristo, notò che dovevano fronteggiare gli stessi problemi che aveva affrontato quando diventò cristiano. Notò che un problema ricorrente per le famiglie cristiane era che i figli non erano accettati a scuola. Hassan ha quindi dato vita a una scuola cristiana. Oggi la Scuola Speranza di Gloria ha 150 studenti. Circa la metà sono figli di cristiani perseguitati provenienti da tutta l’Uganda. L’insegnamento scolastico comprende pure istruzioni su come condividere il vangelo con i musulmani e come rispondere alla persecuzione. Hassan, che una volta era orgoglioso di perseguitare i cristiani, ora insegna a una nuova generazione come resistere e preservare la fede durante la persecuzione.

India: il coraggio di testimoniare

Walter era da poco diventato Cristiano, e aveva paura. La maggior parte delle persone pensava che chiunque lasciasse l’induismo stesse rifiutando la cultura indiana, cosicché i Cristiani erano trattati con ostilità dai loro vicini.
Anche se Walter era riluttante a condividere la propria fede, ammirava molto il coraggio del suo pastore. Decise così di accompagnare il pastore Joseph a visitare un villaggio vicino.
Quando una famiglia Hindu chiese loro di pregare per un membro di famiglia malato, loro entrarono con gioia nella loro casa. Ma quando ne uscirono, almeno 50 uomini li stavano aspettando fuori. La folla cominciò a batterli e a distruggere il loro veicolo con bastoni e mazze. Spogliarono il loro veicolo e li trascinarono alla stazione di polizia, dove vennero gettati in prigione.
Il pastore Joseph perse quattro denti nel pestaggio, e Walter era ricoperto di lividi. Ma il pastore non si era scoraggiato: accovacciato ancora dolorante sul pavimento sporco della cella, non poteva smettere di parlare di Gesù con gli altri prigionieri. Walter vide che tre dei suoi compagni di cella diedero la vita a Cristo. Improvvisamente, qualcosa dentro di lui lo sopraffece. Traboccante di misericordia, si voltò verso il prigioniero accanto a lui. “Sai che Gesù ti ama?” cominciò. L’uomo rispose con interesse, e dopo diverse ore di conversazione anche lui divenne cristiano.
Walter e il pastore Joseph furono rilasciati dopo tre giorni. Oggi, più che mai consapevole del rischio di incorrere in nuovi pestaggi e arresti, Walter continua a condividere Gesù con tutti quelli che incontra. Dio ha usato le battiture e la prigione per incoraggiare e fortificare la fede di Walter.

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Yemen: speranza in mezzo al caos

Dopo più di due anni di una brutale guerra civile, molte parti dello Yemen sono state distrutte. Migliaia di persone sono morte e centinaia di migliaia necessitano di cibo, acqua potabile e cure mediche. Molte case, scuole e luoghi pubblici sono in rovina. Nel mezzo di questo caos, prosegue la persecuzione dei cristiani, ma questi credenti hanno speranza.

Il Signore Onnipotente è colui che ci dà forza e ci sostiene nel resistere alla prova” dice un leader cristiano locale che fa parte di un’organizzazione umanitaria che fornisce diversi generi di aiuto alla popolazione flagellata dalla guerra.
Nello Yemen, i Cristiani affrontano Intense persecuzioni da parte di gruppi estremisti militanti, come Al-Qaida, ma anche dai vicini musulmani. Nel giugno del 2016, dei musulmani hanno interrotto una piccola assemblea di Cristiani e hanno aggredito gli uomini, mandandone molti all’ospedale. Nonostante questo e altri incidenti, un credente afferma che “Queste difficoltà stanno incoraggiando i credenti a costruire il proprio altare familiare”.
Anche se i Cristiani locali devono essere molto attenti nel condividere la propria fede, molti affermano che la guerra ha alleviato un po’ di pressione dalle loro comunità. Come risultato, i credenti stanno diventando molto più uniti nel condividere le risorse e nel riunirsi per pregare e adorare insieme. I vicini musulmani osservano e notano questa pace e questo amore, e si chiedono perché spesso i musulmani uccidono mentre i cristiani mostrano compassione.
Molti cristiani stanno riscontrando una maggiore apertura nelle proprie comunità, e ne approfittano per condividere l’Evangelo con i propri vicini. Molti musulmani inoltre stanno conoscendo Cristo. Un leader cristiano locale dice: “ogni due o tre giorni scopriamo un nuovo credente”. Le comunità stanno crescendo, e negli ultimi mesi sono stati battezzati diversi nuovi credenti precedentemente musulmani. I leader di chiesa stanno confrontandosi su come assistere e curare al meglio questi nuovi credenti.
Chiediamo al Signore che queste comunità possano crescer e prosperare e che prendano attivamente parte alla ricostruzione del Paese in un nuovo clima di armonia e pace.